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Lezione 8 / 47

Variabili, costanti e tipi di dati in Java

Dichiarazione e variabili in Java

Nel linguaggio Java, le variabili e le costanti sono elementi fondamentali che permettono di memorizzare dati nel tuo programma. Le variabili sono come scatole dove puoi mettere valori che potrebbero cambiare nel tempo; le costanti, invece, sono  scatole con coperchi sigillati che contengono valori che non cambieranno mai. Quando dichiariamo una variabile è come se stessimo dicendo al programma che abbiamo bisogno di una scatola per contenere un certo tipo di dato. 

 

Tipi di dati in Java

Prima di immergerci più nel vivo nei concetti di dichiarazione e inizializzazione di variabili in Java, è essenziale capire i tipi di dati più comuni che possono essere utilizzati. I tipi di dati sono fondamentali perché indicano al programma la natura dei dati che la variabile o la costante terrà.
Ecco alcuni dei tipi di dati più comuni in Java:

 

  • int: Utilizzato per memorizzare numeri interi, cioè numeri senza decimali. Esempio: -10, 0, 25, 1000.
  • float: Utilizzato per memorizzare numeri con decimali. Esempio: -10.5, 0.0, 25.76, 1000.01.
  • char: Utilizzato per memorizzare un singolo carattere. Esempio: ‘a’, ‘B’, ‘1’, ‘$’.
  • boolean: Utilizzato per memorizzare valori veri o falsi.
  • String: Utilizzato per memorizzare una sequenza di caratteri o testo. Esempio: “Ciao”, “Java123”, “Benvenuto in Java!”.

 

I termini “dichiarazione”, “inizializzazione” e “assegnazione” di una variabile hanno significati specifici, anche se nel linguaggio comune possono essere usati in modo un po’ intercambiabile o approssimativo. Ecco una spiegazione dettagliata di ciascun termine:

 

  • Dichiarazione di una variabile: La dichiarazione di una variabile avviene quando si specifica il tipo di una variabile e il suo nome, senza necessariamente assegnarle un valore iniziale. La dichiarazione stabilisce il tipo di dati che la variabile può contenere e riserva lo spazio in memoria per quella variabile.
  • Inizializzazione di una variabile: L’inizializzazione di una variabile avviene quando si assegna un valore iniziale alla variabile al momento della sua dichiarazione. L’inizializzazione può essere vista come una “dichiarazione con assegnazione”. 
  • Assegnazione di una variabile: L’assegnazione si verifica quando si fornisce o si modifica il valore di una variabile già dichiarata. Questo può avvenire subito dopo la dichiarazione o in qualsiasi punto successivo nel codice. 

 

Nel gergo comune, questi termini possono essere usati in modo sinonimico. Ad esempio, potresti sentire qualcuno dire “dichiaro la variabile x a 5” intendendo che la sta inizializzando con il valore 5, o “inizializzo y” quando in realtà sta effettuando un’assegnazione a una variabile già dichiarata. Tuttavia, è importante comprendere le differenze tecniche tra questi termini per evitare confusione, specialmente quando si legge o si scrive codice più formale o documentazione.

 

Ecco qualche esempio.

 

String nome;  // Dichiarazione di una variabile
String nome  = "John Doe"; // Inizializzazione di una variabile
nome  = "John Doe";  // Assegnazione di una variabile

 

  • String: Questa parte indica il tipo di dato che la variabile può contenere, in questo caso può contenere una sequenza di caratteri, che può essere una parola, una frase o anche una sequenza più lunga di testo.
  • nome: Questa parte è il nome che viene dato alla variabile. È il modo in cui ci riferiremo a questa particolare porzione di dati nel resto del nostro programma. Quando vogliamo riferirci al testo “John Doe” nel codice, utilizzeremo il nome ‘nome’.
  • “John Doe”: Questa parte, racchiusa tra virgolette doppie, è il valore iniziale che viene assegnato alla variabile ‘nome’. In Java, è importante racchiudere il testo tra virgolette doppie quando si lavora con stringhe. Il testo tra virgolette doppie indica il contenuto esatto che la variabile ‘nome’ conterrà.

 

Applichiamo, ora, quello che abbiamo imparato sul codice precedente

 

public class HelloWorld { 
   public static void main(String[] args) { //ricordiamoci sempre di mettere il nostro codice qui dentro)

       String messaggio = "Hello, World!";
       System.out.println("Il mio messaggio è " + messaggio); 
   } 
}

In questo caso, stiamo dichiarando la variabilemessaggio’, e per visualizzare il suo contenuto sulla console, la inseriremo come argomento del metodo ‘System.out.println()’. Un elemento nuovo in questa istruzione è l’uso dell’operatore ‘+’, che in questo contesto è utilizzato per unire (o concatenare, per usare un termine tecnico) la stringa “Il mio messaggio è ” con il contenuto della variabile ‘messaggio’.

 

Ecco quale sarà il risultato per il nostro codice.

 

Costanti in Java

A differenza delle variabili, come già detto, le costanti sono valori che, una volta definiti, non possono essere modificati nel corso dell’esecuzione del programma.  Le costanti sono utili, dunque, quando si ha un valore che non dovrebbe cambiare, indipendentemente dalle circostanze. Ad esempio, il valore di Pi (π) in matematica è una costante, così come il numero di giorni in una settimana. Nel codice, le costanti aiutano a rendere il programma più leggibile e a prevenire errori che potrebbero derivare dalla modifica accidentale di un valore che dovrebbe rimanere fisso.

 

Nel linguaggio Java le costanti sono dichiarate utilizzando la parola chiave final’ prima del tipo di dato. La convenzione di nomenclatura suggerisce di utilizzare lettere maiuscole per i nomi delle costanti e, se il nome è composto da più parole, queste dovrebbero essere separate da un underscore ‘_’. 

 

final int GIORNI_SETTIMANA = 7;

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