Guida autonoma: the next big thing?

Guida autonoma: the next big thing?


Il mondo della tecnologia vive di grandi cambiamenti, ma sopratutto di innovazione. La prossima rivoluzione tecnologica coinvolgerà molto probabilmente il mondo delle auto: dalle auto elettriche alla guida autonoma potrebbe cambiare TUTTO!

Iniziamo subito col dire che parlare di rivoluzione non è esagerare: l’auto, come la intendiamo oggi, potrebbe cambiare in ogni suo aspetto. Per molti anni abbiamo visto concept di auto elettriche che, per quanto ancora oggi fatichino ad arrivare sul mercato, sono acquistabili e possono essere utilizzate senza troppi problemi. Dopo tutta la tecnologia messa a servizio del conducente da qualche anno a questa parte, probabilmente nuovi sistemi a guida autonoma avranno la meglio e renderanno inutile guidare.

No, non è fantascienza! Aziende come Volvo, ma anche fornitori di servizi come Uber, stanno già sperimentando veicoli a guida autonoma: pensate che Tesla, produttore statunitense di auto elettriche, ha già introdotto il proprio software di guida autonoma su tutte le vetture vendute. Grazie ad una serie di 8 telecamere e sensori di prossimità le Tesla possono già oggi viaggiare in autostrada senza richiedere l’intervento da parte del conducente. Per evitare spiacevoli situazioni e per questioni legali, il conducente è tenuto comunque a prestare attenzione al comportamento della vettura e, in caso di necessità, deve intervenire.


Citando le parole di Tesla, il livello di sicurezza del software di guida autonoma è “sostanzialmente maggiore di quello di un conducente umano”. Sono stati già rilevati casi in cui il sistema ha effettivamente fallito. Nel corso del 2016 infatti, sulle strade della Florida, si è consumato il primo incidente mortale a bordo di una Tesla: il conducente, morto sul colpo, avrebbe dovuto vigilare sul comportamento della propria vettura, ma a causa della sua negligenza l’auto è stata distrutta da un tir che sopraggiungeva. In quel caso il software ha interpretato male le informazioni ricevute dalla telecamera e ha scambiato il colore chiaro del tir con una parte chiara del cielo.

Anche Uber, nota azienda di trasporti privata che ha già fatto parlare per altre faccende qui in Italia, sta sperimentando da tempo il proprio sistema di guida autonoma su auto di serie. Pochi giorni fa si è verificato un altro incidente mortale: in questo caso ad avere la peggio non è stato un passeggero o il pilota tester del veicolo, ma un pedone che attraversava la strada fuori dalle strisce pedonali. Stando a quanto riportato dalle autorità, l’auto non ha frenato la sua corsa prima di investire la malcapitata e il tester nell’abitacolo non è riuscito a reagire in tempo per evitare la tragedia. L’incidente è ancora sotto inchiesta e non sono stati rivelati altri dettagli sull’accaduto.


Questi episodi scoraggiano e talvolta complicano l’avanzata delle auto a guida autonoma e il vero motivo non è tanto la paura che possa fallire, ma a chi attribuire l’eventuale responsabilità in caso di incidente. In Italia, ad esempio, si sono registrati ben 3286 decessi provocati da incidenti d’auto nel solo 2016: questa cifra, se a guidare non fossero più le persone, sarebbe certamente molto più bassa e farebbe delle auto mezzi di trasporto molto più sicuri di oggi.

Cina e Stati Uniti stanno puntando moltissimo su questa rivoluzione tecnologica nel mondo dei trasporti che coinvolgerà presto anche l’Italia. Il decreto Smart road del 2017 permette di offrire anche in Italia la possibilità di effettuare test con auto a guida autonoma in autostrada e città alle case automobilistiche e gruppi di ricerca: per farlo è necessario ottenere l’autorizzazione del ministero delle Infrastrutture e dei gestori delle strade locali. Nel corso dei prossimi mesi vedremo sicuramente le prime auto a guida autonoma tra le nostre strade e, ben presto, potremo anche noi provare questo nuovo sistema di conduzione su nuove auto. 

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