Perché Telegram non è solo un'alternativa a WhatsApp, ma vi insegna anche a pensare con la vostra testa

Perché Telegram non è solo un'alternativa a WhatsApp, ma vi insegna anche a pensare con la vostra testa


Cosa spinge un trentenne con una laurea in filologia  a sfidare uno dei più grandi colossi a livello mondiale come WhatsApp?

Stiamo parlando di Pavel Durov, il creatore di Telegram, oggi miliardario, definito dai media “lo Zuckerberg di Russia”.

A differenza del suo corrispettivo americano, Durov ha un obiettivo che ha più a che fare con il sociale che con i social. La sua è una lotta rivoluzionaria per le libertà individuali, che ha come intento principalmente quello di salvaguardare la privacy e la sicurezza nello scambio di informazioni.

Per questo motivo ha creato un servizio di messaggistica molto simile a Whatsapp, ma con un sistema impenetrabile di copertura e criptaggio dei dati. Il sistema che ha progettato fa sì che i messaggi non lascino nessuna traccia sui server e l’accesso a quelli presenti sul cloud sia consentito solo dai device dai quali sono partiti.

Non a caso il suo target di utenti include molte persone influenti, come politici e uomini d’affari, ma anche moltissime celebrità. Nessuna di queste personalità è mai stata utilizzata per fare pubblicità all’App, perché il principale interesse di questo giovane imprenditore fuori dal comune è rimanere svincolato da ogni tipo di interesse privato.

Alla base del suo lavoro ci sono dei valori, come la libertà e la sicurezza nell’ambito della comunicazione. «Inserire messaggi pubblicitari mentre le persone comunicano tra loro in un certo senso è immorale» ha dichiarato in un’intervista a Wired Uk. 

È così sicuro dell’impenetrabilità dei suoi sistemi di difesa da aver creato un concorso pubblico che premierà con 300 mila dollari chiunque riuscirà a violare Telegram e a decifrare un messaggio criptato. Fino ad oggi nessuno ci è ancora riuscito.

"Essere liberi vuol dire essere capaci di andare a sinistra, quando tutti vanno a destra e non preoccuparsi di ciò che gli altri dicono di noi. Una delle sfide più grandi è essere se stessi in un mondo che prova a farti diventare come tutti gli altri".

Queste le parole scritte da Durov sul suo profilo ufficiale di VKontakte, il social molto simile a Facebook creato da lui stesso in Russia e ceduto nel 2014 per non scendere a compromessi con il governo.

Seguite il suo consiglio: nella scelta del servizio di messaggistica istantanea e nella vita in generale, evitate di seguire la massa ma pensate sempre con la vostra testa. 

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