DevSecOps: cos’è, come funziona e a cosa serve per la Cybersecurity | Aulab
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DevSecOps: cos’è, come funziona e a cosa serve per la Cybersecurity

04 agosto 2026

Gaia Assenti

AULAB

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Negli ultimi anni il mondo dello sviluppo software ha vissuto una trasformazione radicale. Le aziende rilasciano nuove funzionalità con una velocità impensabile fino a pochi anni fa, grazie a metodologie Agile, automazione delle pipeline CI/CD e pratiche DevOps che consentono di distribuire aggiornamenti continui. Questa accelerazione ha migliorato produttività e innovazione, ma ha introdotto anche nuove sfide. Tra tutte, la più importante riguarda la sicurezza.

Ogni nuova applicazione web, ogni API, ogni micro servizio e ogni infrastruttura cloud rappresentano potenziali punti di ingresso per attacchi informatici. In un contesto in cui ransomware, data breach e vulnerabilità software sono all’ordine del giorno, non è più sufficiente verificare la sicurezza solo al termine dello sviluppo. È necessario integrarla fin dall’inizio del progetto.

Nasce proprio da questa esigenza il concetto di DevSecOps, un approccio che unisce sviluppo software, operation e cybersecurity in un unico processo continuo.

Il termine deriva dalla fusione di tre parole: Development, Security e Operations. La sicurezza non viene più considerata una fase finale del progetto ma un elemento presente durante tutto il ciclo di vita del software.

Questo cambio di paradigma sta modificando profondamente il lavoro degli sviluppatori, dei sistemisti, dei professionisti della cybersecurity e dei Project Manager. Oggi realizzare applicazioni sicure significa automatizzare controlli, monitorare continuamente le vulnerabilità e integrare strumenti di sicurezza direttamente nelle pipeline di sviluppo.

In questa guida analizzeremo cos’è DevSecOps, come funziona, quali vantaggi offre alle aziende, quali strumenti vengono utilizzati e perché rappresenta una delle competenze più richieste nel settore della cybersecurity.

Che cos’è DevSecOps?

DevSecOps è un approccio allo sviluppo software che integra la sicurezza informatica in tutte le fasi del ciclo di vita di un’applicazione.

In passato il processo era generalmente suddiviso in tre momenti distinti. Gli sviluppatori realizzavano il software, il team operativo si occupava del rilascio e solo successivamente gli specialisti della sicurezza verificavano la presenza di vulnerabilità.

Questo modello presentava numerosi limiti. Individuare un problema di sicurezza nelle fasi finali del progetto comportava costi elevati, ritardi nelle consegne e, in alcuni casi, la necessità di riscrivere intere porzioni di codice.

Il DevSecOps supera questo approccio introducendo il concetto di Security by Design, secondo cui la sicurezza deve essere progettata fin dall’inizio e accompagnare ogni fase dello sviluppo. Ogni modifica al codice viene automaticamente controllata attraverso strumenti che analizzano vulnerabilità, configurazioni errate e dipendenze potenzialmente pericolose. In questo modo eventuali problemi vengono individuati quando sono ancora semplici da correggere.

L’obiettivo è creare software sicuro senza rallentare la velocità di sviluppo.

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DevOps e DevSecOps: quali sono le differenze?

Per comprendere davvero il valore del DevSecOps è utile partire dal concetto di DevOps.

DevOps nasce con l’obiettivo di abbattere le barriere tra sviluppatori e team operativi, favorendo collaborazione, automazione e rilasci frequenti. Grazie alle pipeline CI/CD è possibile distribuire nuove versioni del software in tempi molto rapidi.

Tuttavia, nelle prime implementazioni DevOps la sicurezza rimaneva spesso un’attività separata, con il DevSecOps questo limite viene superato.

La cybersecurity entra a far parte del processo quotidiano di sviluppo. Ogni commit, ogni build e ogni rilascio vengono sottoposti automaticamente a controlli di sicurezza.

La differenza non riguarda soltanto gli strumenti utilizzati, ma soprattutto la cultura aziendale: tutti i membri del team diventano responsabili della sicurezza del software, non soltanto gli specialisti dedicati, e questo approccio riduce il rischio di vulnerabilità e contribuisce a creare applicazioni più affidabili.

Perché la cybersecurity è diventata fondamentale nello sviluppo software

Negli ultimi anni gli attacchi informatici sono aumentati sia in numero sia in complessità, le aziende gestiscono enormi quantità di dati personali, informazioni finanziarie e proprietà intellettuale. Una vulnerabilità apparentemente banale può consentire a un attaccante di accedere a sistemi critici, compromettere database o interrompere servizi essenziali.

Inoltre, molte organizzazioni utilizzano oggi infrastrutture cloud, microservizi, container e API distribuite. Ogni componente aggiuntivo aumenta la superficie di attacco. Per questo motivo la cybersecurity non può più essere considerata un’attività da svolgere solo prima della pubblicazione del software: la sicurezza deve accompagnare ogni fase del progetto: dalla progettazione dell’architettura fino al monitoraggio continuo dell’applicazione in produzione.

DevSecOps nasce proprio per rispondere a questa esigenza.

Il principio della Security by Design

Uno dei concetti fondamentali del DevSecOps è la Security by Design.

Questo principio prevede che la sicurezza venga presa in considerazione fin dalle prime fasi della progettazione di un’applicazione:

  • Durante la definizione dei requisiti vengono già analizzati i possibili rischi.
  • Nella progettazione dell’architettura vengono valutate le superfici di attacco.
  • Durante lo sviluppo vengono adottate linee guida di Secure Coding.
  • Nelle pipeline automatiche vengono integrati scanner di vulnerabilità.

Infine, una volta pubblicata l’applicazione, sistemi di monitoraggio continuo verificano eventuali anomalie o tentativi di intrusione.

Questo approccio riduce notevolmente il costo delle vulnerabilità e correggere un errore durante lo sviluppo richiede molto meno tempo rispetto a intervenire quando il software è già in produzione.

Il ciclo di vita DevSecOps

Uno degli aspetti più interessanti del DevSecOps riguarda l’integrazione della sicurezza lungo l’intero ciclo di sviluppo. Tutto inizia durante la fase di pianificazione, nella quale vengono identificati i requisiti di sicurezza del progetto e successivamente, durante lo sviluppo del codice, gli sviluppatori utilizzano strumenti capaci di individuare automaticamente errori comuni, librerie obsolete o dipendenze vulnerabili.

Quando il codice viene inviato al repository Git, entrano in funzione le pipeline CI/CD. Ogni nuova versione viene automaticamente compilata, testata e sottoposta a controlli di sicurezza: solo se tutti i controlli vengono superati il software può essere distribuito negli ambienti di produzione. Anche dopo il rilascio il lavoro non termina.

Sistemi di monitoraggio continuo analizzano log, comportamento delle applicazioni e possibili anomalie, permettendo di individuare tempestivamente nuovi rischi. DevSecOps rappresenta quindi un processo continuo, non una semplice fase del progetto.

I principi fondamentali del DevSecOps

Sebbene ogni organizzazione adotti processi differenti, esistono alcuni principi condivisi che caratterizzano qualsiasi implementazione DevSecOps.
Il primo è certamente l’automazione: ogni controllo ripetitivo dovrebbe essere automatizzato per ridurre errori umani e velocizzare il rilascio del software.
Il secondo riguarda la collaborazione tra sviluppatori, operation e specialisti della sicurezza: la cybersecurity non deve essere percepita come un ostacolo allo sviluppo, ma come un elemento integrante della qualità del software.
Un altro principio fondamentale è il monitoraggio continuo: le minacce evolvono costantemente e anche un’applicazione inizialmente sicura può diventare vulnerabile nel tempo.
Infine troviamo la formazione continua: le tecnologie cambiano rapidamente e gli sviluppatori devono aggiornare costantemente le proprie competenze in materia di sicurezza.

Perché DevSecOps è sempre più richiesto dalle aziende

La crescente digitalizzazione ha aumentato enormemente la domanda di professionisti capaci di coniugare sviluppo software e cybersecurity.
Le aziende cercano figure in grado di automatizzare controlli di sicurezza, progettare pipeline sicure, proteggere infrastrutture cloud e collaborare con team multidisciplinari. In molti settori regolamentati, come finanza, sanità, pubblica amministrazione ed e-commerce, adottare pratiche DevSecOps non rappresenta più soltanto una scelta tecnologica, ma una necessità per rispettare normative e standard di sicurezza.

Per questo motivo le competenze DevSecOps sono oggi considerate tra le più interessanti nel panorama della cybersecurity moderna.

I principali DevSecOps tools per integrare la sicurezza nello sviluppo software

Uno degli elementi che ha favorito la diffusione del DevSecOps è la disponibilità di numerosi strumenti capaci di automatizzare i controlli di sicurezza durante tutto il ciclo di vita di un’applicazione. I cosiddetti DevSecOps tools permettono di integrare analisi automatiche direttamente nelle pipeline di sviluppo, riducendo il rischio che vulnerabilità e configurazioni errate arrivino negli ambienti di produzione.

La scelta degli strumenti dipende naturalmente dal tipo di infrastruttura utilizzata, dal linguaggio di programmazione, dall’architettura software e dagli obiettivi dell’organizzazione. Tuttavia, alcuni strumenti sono diventati veri e propri standard nel settore.

SAST: analizzare il codice alla ricerca di vulnerabilità

Uno dei primi ambiti in cui il DevSecOps interviene riguarda l’analisi del codice sorgente: gli strumenti SAST (Static Application Security Testing) permettono di esaminare il codice senza dover eseguire l’applicazione, individuando potenziali problemi di sicurezza già durante lo sviluppo.

Questi strumenti sono in grado di rilevare errori comuni come:

  • gestione non corretta delle autorizzazioni;
  • vulnerabilità SQL Injection;
  • esposizione accidentale di credenziali;
  • utilizzo di funzioni non sicure;
  • problemi legati alla gestione della memoria.

L’importanza del SAST è enorme perché consente agli sviluppatori di correggere le vulnerabilità nel momento stesso in cui vengono introdotte.

Tra i tool più utilizzati troviamo:

  • SonarQube, una piattaforma molto diffusa per l’analisi della qualità del codice e della sicurezza delle applicazioni.
  • Checkmarx, soluzione enterprise utilizzata da grandi organizzazioni per individuare vulnerabilità nel software.
  • GitHub Advanced Security, che integra funzionalità di sicurezza direttamente nei repository GitHub.

Questi strumenti rappresentano uno dei pilastri fondamentali del modello DevSecOps.

SCA: controllare le dipendenze software

Le applicazioni moderne raramente vengono sviluppate completamente da zero. La maggior parte dei software utilizza librerie open source, framework e componenti sviluppati da terze parti, questo accelera enormemente lo sviluppo, ma introduce anche nuovi rischi.

Una libreria apparentemente innocua potrebbe contenere una vulnerabilità conosciuta che mette a rischio l’intera applicazione.

Gli strumenti SCA (Software Composition Analysis) analizzano automaticamente le dipendenze utilizzate dal progetto e verificano la presenza di problemi di sicurezza.

Tra i DevSecOps tools più utilizzati in questo ambito troviamo:

  • Snyk, molto apprezzato dagli sviluppatori perché permette di individuare vulnerabilità nelle dipendenze e suggerire automaticamente possibili correzioni.
  • Dependabot, integrato nell’ecosistema GitHub, controlla le librerie utilizzate e propone aggiornamenti quando vengono individuati problemi.

Questo approccio è particolarmente importante perché il software moderno dipende sempre più da componenti esterni.

DAST: testare la sicurezza delle applicazioni in esecuzione

A differenza del SAST, che analizza il codice sorgente, il DAST (Dynamic Application Security Testing) verifica il comportamento dell’applicazione mentre è in esecuzione. Gli strumenti DAST simulano spesso tecniche utilizzate dagli attaccanti per individuare vulnerabilità sfruttabili dall’esterno.

Un esempio molto conosciuto è:

OWASP ZAP, sviluppato dall’Open Web Application Security Project, uno dei tool open source più utilizzati per il testing della sicurezza delle applicazioni web.

Attraverso strumenti DAST è possibile individuare problemi come:

  • configurazioni errate dei server;
  • vulnerabilità nelle API;
  • problemi di autenticazione;
  • esposizione di informazioni sensibili.

L’integrazione dei test DAST nelle pipeline CI/CD permette di verificare continuamente che nuove modifiche non introducano nuovi rischi.

DevSecOps tools per container e infrastrutture cloud

La crescita del cloud computing ha modificato profondamente il modo in cui vengono sviluppate e distribuite le applicazioni. Tecnologie come Docker e Kubernetes hanno reso possibile creare infrastrutture altamente scalabili, ma hanno introdotto nuove esigenze di sicurezza.

La container security è diventata quindi una componente fondamentale del DevSecOps.

Tra gli strumenti più utilizzati troviamo:

  • Trivy, un tool open source capace di analizzare immagini Docker, container e configurazioni cloud alla ricerca di vulnerabilità.
  • Falco, soluzione progettata per il monitoraggio della sicurezza dei container Kubernetes, in grado di rilevare comportamenti anomali durante l’esecuzione.
  • Aqua Security e altre piattaforme enterprise offrono invece soluzioni complete per proteggere ambienti cloud complessi.

Nel mondo moderno dello sviluppo software, proteggere solo il codice non è sufficiente. È necessario proteggere anche infrastruttura, configurazioni e ambienti di esecuzione.

L’intelligenza artificiale nella cybersecurity e nel DevSecOps

L’introduzione dell’intelligenza artificiale sta modificando anche il mondo della cybersecurity: gli strumenti AI sono oggi utilizzati per analizzare enormi quantità di dati, individuare comportamenti sospetti e prevedere possibili minacce.

Nel contesto DevSecOps l’AI può essere utilizzata per:

  • individuare automaticamente vulnerabilità nel codice;
  • suggerire correzioni agli sviluppatori;
  • analizzare log e anomalie;
  • automatizzare attività di sicurezza ripetitive;
  • migliorare la gestione degli incidenti.

Anche gli sviluppatori stanno iniziando a utilizzare assistenti AI come GitHub Copilot, ChatGPT e altri strumenti per scrivere codice più sicuro e comprendere meglio eventuali problemi, tuttavia, l’intelligenza artificiale non elimina la necessità di competenze umane. Un professionista cybersecurity deve comunque saper valutare criticamente i risultati prodotti dagli algoritmi.

Quali professioni stanno nascendo grazie al DevSecOps?

La crescita delle minacce informatiche e la necessità di sviluppare software sicuro stanno aumentando rapidamente la richiesta di professionisti specializzati.

Tra i ruoli più richiesti troviamo:

DevSecOps Engineer

È la figura che combina competenze di sviluppo, infrastruttura e sicurezza. Un DevSecOps Engineer si occupa di progettare pipeline sicure, integrare strumenti di controllo e collaborare con sviluppatori e team IT.

Cybersecurity Specialist

È il professionista dedicato alla protezione dei sistemi informatici, alla gestione delle vulnerabilità e all’analisi delle minacce.

Cloud Security Engineer

Specializzato nella protezione delle infrastrutture cloud, lavora su configurazioni, identità, accessi e sicurezza degli ambienti distribuiti.

Application Security Specialist

Si concentra sulla sicurezza delle applicazioni software, analizzando codice, architetture e vulnerabilità.

Queste figure sono sempre più ricercate perché la sicurezza digitale è diventata una priorità strategica per aziende pubbliche e private.

Come iniziare una carriera nella cybersecurity

Entrare nel mondo della cybersecurity richiede una combinazione di conoscenze tecniche e capacità pratiche. Le basi fondamentali riguardano il funzionamento delle reti informatiche, i sistemi operativi, i linguaggi di programmazione, i database e i principi di sicurezza.

Successivamente è importante approfondire temi come:

  • ethical hacking;
  • sicurezza delle applicazioni;
  • gestione delle vulnerabilità;
  • sicurezza cloud;
  • penetration testing;
  • automazione e scripting.

Un percorso formativo strutturato permette di acquisire queste competenze in modo progressivo.

La Specializzazione in Cybersecurity di Aulab nasce proprio con l’obiettivo di preparare professionisti capaci di affrontare le nuove sfide della sicurezza informatica. Durante il percorso vengono affrontati gli aspetti fondamentali della cybersecurity moderna, fornendo competenze pratiche per comprendere vulnerabilità, proteggere sistemi e applicazioni e sviluppare una mentalità orientata alla sicurezza.

Il corso rappresenta un’opportunità per chi vuole avvicinarsi a un settore in forte crescita e costruire nuove opportunità professionali.

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FAQ

Che cos’è DevSecOps?

DevSecOps è un approccio allo sviluppo software che integra la cybersecurity all’interno del processo DevOps, rendendo la sicurezza parte integrante dell’intero ciclo di sviluppo.

Qual è la differenza tra DevOps e DevSecOps?

DevOps punta a migliorare collaborazione e velocità nello sviluppo software, mentre DevSecOps aggiunge la sicurezza come elemento continuo del processo.

Quali sono i migliori DevSecOps tools?

Tra i principali troviamo SonarQube, Snyk, GitHub Advanced Security, OWASP ZAP, Trivy, Checkmarx e Falco.

DevSecOps serve solo alle grandi aziende?

No. Anche startup e PMI possono adottare principi DevSecOps per sviluppare applicazioni più sicure.

Serve saper programmare per lavorare nel DevSecOps?

Conoscere almeno un linguaggio di programmazione è molto utile, soprattutto per automatizzare processi e comprendere il funzionamento delle applicazioni.

Il DevSecOps sostituirà la cybersecurity tradizionale?

No. È un’evoluzione della cybersecurity che integra sicurezza e sviluppo software in modo più moderno e automatizzato.

Il DevSecOps rappresenta oggi uno dei cambiamenti più importanti nel mondo dello sviluppo software e della cybersecurity.
In un ambiente digitale dove le applicazioni vengono aggiornate continuamente e le minacce informatiche diventano sempre più sofisticate, integrare la sicurezza direttamente nei processi di sviluppo non è più un’opzione, ma una necessità. Gli strumenti DevSecOps consentono alle aziende di automatizzare controlli, ridurre vulnerabilità e creare software più affidabile senza sacrificare velocità e innovazione.
Per i professionisti rappresenta invece una grande opportunità di crescita. Le competenze che uniscono sviluppo, cloud, automazione e sicurezza sono tra quelle con maggiore domanda nel mercato del lavoro digitale.
Formarsi oggi nella cybersecurity significa prepararsi a un settore destinato a diventare sempre più centrale nei prossimi anni.
La Specializzazione in Cybersecurity di Aulab permette di acquisire competenze aggiornate e orientate alla pratica, offrendo una base concreta per entrare nel mondo della sicurezza informatica e affrontare le nuove sfide del digitale.

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